C'ERA UNA VOLTA...LA FOCACCIA MADELEINE

Mais, quand d'un passé ancien rien ne subsiste, après la mort des êtres, après la destruction des choses, seules, plus frêles mais plus vivaces, plus immatérielles, plus persistantes, plus fidèles, l'odeur et la saveur restent encore longtemps, comme des âmes, à se rappeler, à attendre, à espérer, sur la ruine de tout le reste, à porter sans fléchir, sur leur gouttelette presque impalpable, l'édifice immense du souvenir.                                                     

                                                                                                                Marcel Proust





 la foto è di Vittoria
io mi dimentico sempre di fotografare


Su questo bel blog ho letto di una focaccia che mi ha fatto venire in mente piaceri da bambina, un effetto-madeleine dovuto non alla vista o al profumo o al sapore ma all'idea che una alchemica combinazione di questi tre elementi la parola scritta aveva generato...
così stamattina presto, con una luce ancora incerta e il silenzio della prima mattina, nel silenzio sospeso in cui la frenesia della giornata deve ancora cominciare, momento del giorno che amo, ho pensato di dedicarmi all'impasto...
Ho seguito un percorso mio, non quello presente sul blog, sono partita da una semplice pasta di pane, che più semplice non si può

600 g. di farina con lievito per pane Coop
340 cc di acqua tiepida
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di zucchero
15 g di sale
un'idea, appena un'idea, di vaniglia (mezzo cucchiaino di vanillina home-made, ricetta qui sul blog)

naturalmente tutto nel boccale Bimby, 3' a vel. Spiga, e poi un'ora e mezza di riposo...

(suggerisco anche, a chi è pigro o non può, di comprare la pasta di pane già pronta dal panettiere...e poi di procedere da qui).

Dopo questo tempo, ho lavorato un po' l'impasto sul tavolo, ho aggiunto 4 o 5 cucchiai di uvetta ammollata in acqua, ho fatto 3 giri di pieghe, e ho steso in teglia con carta-forno.

Di nuovo ho lasciato a lievitare, l'ho spennellata di burro e cosparsa abbondantemente di zucchero, e  messa poi in forno caldissimo.
Per i primi 5 minuti ho posato la teglia direttamente sul "pavimento" del forno, poi l'ho spostata al primo livello per il tempo restante a renderla ben caramellata.

E' delicatamente dolce, di una dolcezza tranquilla cui l'uvetta collabora con una marcia in più...e la bambina di allora ha mangiato la focaccia preparata dalla donna di oggi...

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