sabato 22 dicembre 2018

CAPONATA INVERNALE DI CARCIOFI

Da preparare almeno il giorno prima di gustarla.

Ingredienti

7/8 carciofi puliti e tagliati a spicchi (circa uno a persona)
500 gr di passata di pomodoro
1 cipolla rossa
aceto (ca 50 ml)
zucchero un paio di cucchiai
olive verdi saporite
3 o 4 coste di sedano
basilico
capperi una manciata abbondante
mandorle tritate (io ne metto una parte di quelle con la pelle tostate e tritate e una parte di bianche soltanto tritate, senza tostarle)
sale
pepe

Infarinare e friggere gli spicchi di carciofi (o lessarli ma lasciandoli al dente, per una versione light).
Con un pelapatate togliere i filamenti alle coste di sedano.
Tagliare la cipolla a velo e il sedano pulito a tocchetti di circa 1 cm. Rosolarli in olio a fuoco basso finché non diventeranno traslucidi (diciamo una decina di minuti). Versare poi nel tegame le olive, i capperi e il pomodoro. Cuocere per 10 minuti e aggiustare di sale.
Sciogliere lo zucchero nell'aceto, in un bicchiere, e versarlo nel sugo, assaggiando per decidere il grado di intensità dell'agrodolce (sempre a fuoco basso alcuni minuti per far evaporare la parte alcolica dell'aceto). Aggiungere il basilico e quindi gli spicchi di carciofo. Far insaporire il tutto  regolando di sale e pepe.
Trasferire la caponata in frigo quando sarà fredda, ben coperta almeno fino al giorno dopo (due ancora meglio).
Si serve a temperatura ambiente con una spolverata di mandorle tritate a guarnizione.



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domenica 16 dicembre 2018

SUA MAESTÀ IL FALSOMAGRO CATANESE

Il meraviglioso Falsomagro catanese di cui non ho ancora la foto perché in freezer in attesa del giorno di Natale. Ve l'ho detto che sto preparando tutto in anticipo...

Intanto le foto della preparazione 





1 kg di Carpaccio di manzo 
200 gr di carne tritata 
1 uovo
100 gr di pancetta arrotolata tagliata sottile
100 gr di mortadella
Provolone piccante o caciocavallo morbido circa 100 gr
1 cucchiaio di strutto (facoltativo)
6 uova (di cui 5 sode)
1  carota
1 gambo di sedano
Parmigiano e pecorino ca 60 gr
1 fetta di pane casereccio
cipolla q.b.
Basilico
Prezzemolo 
Sale 
Pepe nero
Noce moscata 

Per il sugo
1 bottiglia di passata di pomodoro da 700 gr
Trito di carota, sedano e cipolla
Vino rosso q.b. 
Basilico
Sale
Pepe

Di solito il carpaccio viene venduto dal macellaio ben steso sulla carta, con le fettine leggermente sovrapposte a formare un rettangolo. Su questa base ho cosparso poco sale e pepe e poi massaggiato una noce di strutto che ammorbidirà la carne. Ho sparso sullo strutto due o 3 cucchiai di pecorino misto a parmigiano. 
Dopo ho sistemato la pancetta ben stesa a coprire il tutto e sparso sulla pancetta dei bastoncini di carota e di sedano tagliati a julienne. 
Ho mescolato la carne trita con l’uovo crudo, parmigiano, la fetta di pane inumidita in latte o acqua insieme a uno spicchio di cipolla tritata, e infine una grattugiata di noce moscata, prezzemolo, sale e pepe. Deve risultare un impasto morbido.
Ho steso questo impasto sopra ai bastoncini di carota e sedano, appiattendolo bene con le mani per tutta la larghezza del preparato. Ho disposto la mortadella e le uova sode a cui avevo tagliato via le estremità in modo che restino ben aderenti l’una all’altra. 
Aiutandomi con la carta su cui era steso il carpaccio, ho arrotolato fitto e infine legato bene con diversi giri di spago da cucina.
In un tegame ho rosolato a fuoco dolce il trito di cipolla sedano e carota. Ho adagiato il falsomagro e l’ho rosolato in modo da sigillare la carne. Una volta ben rosolato, ho versato il vino rosso, lasciato sfumare e aggiunto la passata di pomodoro. Ho aggiustato ancora di sale e ho aggiunto il basilico.
Ho lasciato cuocere circa 2 ore a fuoco dolce, aggiustando di sale e pepe.

Infine, lasciar raffreddare, riporre in frigo in modo da tagliarlo a fette (non più alte di 1 cm) più facilmente e servirlo poi irrorato di salsa.

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ARANCINI CATANESI alla carne di cavallo

La carne di cavallo arrostita all’angolo delle strade, mentre l'aroma piccante dell’aceto si diffonde dalle braci, in pozze di luce profumata di origano. 
Sono ancora per mano a mia nonna, mentre camminiamo svelte in quell'inverno catanese...
𐡚
Ringrazio Arancinotto.it per aver riproposto questa prelibatezza come ripieno degli arancini.
Provateli, il profumo è irresistibile.

Ho inaspettatamente trovato tutti gli ingredienti qui, vicino casa (nel supermercato di una importante multinazionale francese).

Occorrente per circa 12 arancini

Per l’involucro di riso

250 gr di riso Originario
250 gr di riso Roma
Lt 1,1 di brodo vegetale
60 gr di burro
Piacentino grattugiato q.b. (oppure parmigiano e pecorino, o Emmental q.b.)
2 bustine di zafferano
1/2 cucchiaino di curcuma
Sale
Pepe q.b.

Per il ripieno

200 gr di Piacentino ennese (se non lo trovate, mescolate Emmental, zafferano e un pizzico di pepe)
300 gr di carne di cavallo a fette spesse ca 1 cm da tagliare a cubetti
1 cipolla a fette sottili
mezzo bicchiere circa di ottimo aceto rosso
molto origano
sale
pepe nero
olio d'oliva

Iniziate dal ripieno:
Tagliate a cubetti il formaggio; per tagliare a cubetti le fette di carne, vi consiglio di passarla una mezz'oretta in freezer, sarà più facile.
Tagliate a velo la cipolla e unitela alla carne insieme a tanto origano, all'aceto e al pepe. Lasciate in frigo coperta per almeno mezza giornata.
Trascorso questo tempo, arroventate una padella di ferro e saltate la carne insieme a un filo d'olio. Alla fine aggiustate di sale. Lasciate che si freddi.

Passiamo alla composizione degli arancini:
Mettete sul fuoco una pentola capace con il brodo, il burro e gli odori. Quando bolle versate il riso, mescolate e aspettate che sia cotto. Deve risultare un risotto morbido ma non troppo, regolatevi a occhio, dovrà tenere la forma.
Quando il tutto sarà tiepido, aiutandovi con lo stampo, oppure a mano, formate gli arancini mettendo al centro un paio di cucchiaini di carne e cipolle e un cubetto di formaggio. Richiudete bene e mettete gli arancini in frigo a rassodare intanto che preparate la panatura.

Per la panatura
pangrattato q.b.

1 uovo
100 gr farina
180 acqua
sale 1 pizzico

Mescolate acqua, farina, uovo e sale e fate riposare in frigo una mezz'ora.
Passate gli arancini FREDDI nella pastella così ottenuta e poi nel pangrattato.

N.B. potete adesso congelarli su un vassoio, bene avvolto nella pellicola.
Prima di friggerli, lasciateli a scongelare qualche ora.







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sabato 3 febbraio 2018

I CRISPIDDI - Crespelle di riso

È Carnevale, e fra poco è San Giuseppe. A Catania per strada si friggono i crispiddi, salate e dolci.
Quelle dolci sono di riso, avvolte nel miele e spolverate di zucchero al velo.
L’aroma della vaniglia va per l’aria fredda, e la dolcezza ti avvolge. Un sapore indimenticabile.

Ingredienti

300 gr di riso Originario
1 lt di latte
1 cucchiaino raso di sale
Vaniglia

Tutto insieme a freddo nella pentola. Bollire mescolando spesso finché il latte non sia tutto assorbito dal riso.
Spegnere e lasciare a intiepidire.

Nel composto tiepido versare

Farina 200 gr
1 cubetto di lievito di birra sciolto in poche gocce di latte tiepido
Zucchero 60 gr.
Scorza d’arancia grattugiata
1 pizzico di cannella

Mescolare bene, coprire e lasciare 1 ora a lievitare coperto.



Su un tagliere spargere un paio di cucchiai di farina in maniera uniforme (io l’ho cosparsa facendola passare attraverso un passino), versare la metà del composto di riso e appiattirlo con il dorso di un cucchiaio.


 Cospargere tutto con altra farina.


 Con una paletta dal bordo tagliente dividere la massa a bastoncini di circa 1 cm di spessore e 4/5 di lunghezza.


Portare l’olio (io di semi di girasole) a temperatura nella padella o nella friggitrice e aiutandosi con la stessa paletta spingere nell’olio i bastoncini di riso, facendoli appena rotolare su se stessi per infarinarli meglio. Non è indispensabile essere precisi, in ogni caso la frittura verrà bene.





Miele (200 gr e più)

Zucchero al velo

Quando avrete finito tutto il composto, scaldate del miele e versatelo sulle crespelle ancora calde, mescolando con delicatezza.



Completate con un altro pizzico di cannella, e zucchero al velo.

Sono peggio delle ciliegie. 😍





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lunedì 6 febbraio 2017

BIANCOMANGIARE

Sapore di merende d'infanzia




Quando ero piccola mia madre utilizzava latte intero (vaccino), ma si può preparare anche con il latte di mandorla.
Queste le dosi

500 cl di latte
80 gr di zucchero (per il latte vaccino)
50 gr di amido (Maizena)
scorza di limone bio
a piacere, per guarnire, mandorle o pistacchi tritati.

Nel Bimby, a 90° per 8 minuti vel. 4
Sul fuoco, miscelare bene l'amido e lo zucchero, poi aggiungere poco latte per togliere i grumi e poi allungare con il latte rimanente. Cuocere sul fuoco mescolando finché si addensa.
In frigo almeno 2 ore.

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lunedì 7 settembre 2015

ZUCCHINE IN AGRODOLCE

L'agrodolce è amato al Sud, questo modo di cucinare le zucchine lo recupero dai miei ricordi siciliani. Simile allo "scapece", va servito freddo.



1 Kg di zucchine
2 o 3 cucchiai di zucchero
1/2 bicchiere di aceto
2 acciughe salate
1 manciata di pinoli
1 manciata di uva sultanina
1 spicchio di aglio
olio
sale
pepe
menta fresca

Tagliare le zucchine a fiammifero. Scaldare l'olio con lo spicchio d'aglio e saltare le zucchine per 1 minuto, non di più. Salare, pepare e aggiungere lo zucchero e l'aceto (le dosi sono approssimative, bisogna assaggiare e adeguare al proprio gusto).
Aggiungere anche l'uvetta e le acciughe spappolate. Le zucchine scure rilasciano acqua, quindi a fuoco alto farla asciugare e dopo completare con i pinoli.
All'ultimo profumare con le foglie di menta.
Far raffreddare e mettere in frigo prima di gustare.


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mercoledì 18 marzo 2015

FINTO SICILIANO

Un pranzo con le mie figlie, un gioco fra noi. Invento due ricette semplici semplici e velocissime: sapori siciliani ma procedimento rapidissimo, e cotture più leggere. Eccezionalmente buone!!!


FINTE BRACIOLETTE SICILIANE

3 fettine di carne di manzo
alcuni cubetti di formaggio per farcire gli involtini
pangrattato 3 cucchiai
pecorino pepato (o pecorino romano) grattugiato 2 cucchiai
succo di mezzo limone (io ne metto uno)
mezzo bicchiere circa di vino bianco
una noce di burro
sale
pepe
stuzzicadenti

Le fettine di carne erano belle larghe, le ho tagliate in quattro parti in modo da ottenere da ognuna 4 rettangoli regolari di circa (per capirci) cm 8 x 6 (così, a occhio).
Li ho salati appena uno per uno.
In un piatto fondo ho mescolato il pangrattato e il formaggio, aggiungendo il prezzemolo tritato misto a pochissimo aglio e un po' di sale e pepe.
Passare i rettangoli nel miscuglio, da ambo i lati. Arrotolare ogni rettangolo inserendo all'interno un cubetto di formaggio ciascuno, e fermare con lo stuzzicadenti.
Versare dell'olio, poi  il vino e il succo di limone in una pirofila da microonde (io uso il pyrex) e disporre gli involtini preparati.
Distribuire il miscuglio di pangrattato rimasto su tutta la superficie dei rotolini.
Infornare e cuocere combinato Microonde/Grill per ca 14 minuti.

FINTA CAPONATA




2 melanzane tagliate a cubetti
pomodori pelati 4 o 5
olive taggiasche una manciata
basilico
prezzemolo
foglie di sedano
aglio
aceto rosso un dito
1 cucchiaio scarso di zucchero
pinoli o mandorle (facoltativo)

Saltare i cubetti di melanzana in padella con olio, aglio, prezzemolo e le foglietti di sedano tagliuzzate.
Unire i pelati senza sugo, e spezzettarli con la forchetta, salare. Far cuocere ancora 5 minuti a fuoco vivace, poi aggiungere il basilico e in ultimo l'aceto e lo zucchero. In ultimo le mandorle o pinoli.
In tutto circa un quarto d'ora ;)





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sabato 27 dicembre 2014

SEMIFREDDO VELOCISSIMO ALLE MANDORLE CARAMELLATE




Questo è il dolce che ho preparato per la cena della Vigilia di Natale. Avevo già l'influ e quindi stavo in piedi a fatica, così ho deciso per una cosa semplice semplice ma di un buono! Sì, è buonissimo, e per le mie figlie ha un sapore d'infanzia, ricorda moltissimo il mitico gelato di Schiavone a Fontane Bianche, tanti tanti anni fa...mitico il gelato e mitico Schiavone, che ne produceva pochissimo ogni giorno, e nelle ore peggiori del pomeriggio, ad agosto, nella Sicilia del sud (che di per sé è già un'esagerazione...). Verso le 15 bisognava mettersi in fila sotto al sole (ovvio) per sperare di conquistarne una vaschetta...e non sempre ci si riusciva! Dopodichè bisognava scapicollarsi fino a casa e sbrigarsi a mangiarlo se no con quel caldo si sarebbe letteralmente vaporizzato...ma che risate, e che gioia se si usciva vittoriosi da quel calvario torrido, e che meraviglia tuffare il cucchiaio e leccare le gocce dense che cadevano dagli angoli della bocca...
E quando chiesi al Mitico Schiavone per quale motivo ne facesse sempre così poco (vero è che le mandorle se le tostava da sé, sempre lì in quel buco di laboratorio...e sempre agosto era...) mi rispose che lui lavorava per vivere, mica voleva vivere per lavorare, perciò faceva quello che gli era sufficiente per campare discretamente ma nemmeno un pelo di più. Dopo voleva andare al mare, mi disse...
Beh, è rimasto dentro di noi, puro godimento, con il suo gelato e la sua filosofia....


300 gr di mandorle con la pelle
3 tuorli d'uovo
75 gr di zucchero
75 gr di acqua
250 gr di panna fresca montata ma non del tutto

Tostare le mandorle in un padellino antiaderente e appena sono calde cospargerle di zucchero semolato. A poco a poco lo zucchero si scioglierà e rivestirà le mandorle, a questo punto spegnere e lasciar raffreddare.
In una casseruola versare lo zucchero e l'acqua senza mescolare (questo è fondamentale!), porre sul fuoco e lasciar bollire. Spegnere senza mai toccare.
In una ciotola versare i tuorli e cominciare a montarli con la frusta versando a filo (non tutto insieme altrimenti si cuociono!) lo sciroppo ancora caldissimo preparato prima. Montare molto bene.
Unire le mandorle FREDDE e la panna semimontata, mescolando con delicatezza.

Rivestire uno stampo da plumcake con pellicola, versare il composto e mettere in freezer.
E' pronto!
Quando sarà il momento di sformarlo, rivestitelo con la salsa al cioccolato che trovate qui.

PS...
Un brutto giorno Schiavone non aprì più il suo laboratorio, un silenzio irreale cadde su quella stradina che costeggiava la Provinciale...persone vagarono attonite senza sapere cosa fare dei propri corpi in quel caldo atroce, lacrime evaporarono da guance sbigottite...ci guardavamo muti e infelici, nelle narici il ricordo dell'odore di mandorle tostate ci riportava ancora all'estate precedente...ma cosa era successo? Nessuno sapeva spiegarselo.
Un giorno lo vidi, Schiavone, dietro la serranda di quel piccolo antro aperta a metà stava nervosamente riponendo le sue poche attrezzature. Dentro il bugigattolo il cilindro di ferro in cui arroventava le mandorle insieme allo zucchero era fermo e l'aria sembrava fredda senza quel fuoco odoroso a scaldarla. Mi feci coraggio, era sempre stato un po' scontroso, e abbassandomi gli chiesi perché mai ci avesse abbandonato così. Mi guardò tutto storto e secco com'era e mi raccontò che la moglie era scappata con un altro, e che lui allora voleva essere un nullatenente perché altrimenti avrebbe anche dovuto passarle persino gli alimenti, mentre lei se la spassava con "chiddu"....
Fu così che una storia d'amore pose fine a una poesia.
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giovedì 27 febbraio 2014

CANNOLI SICILIANI

Nostalgie al quadrato






Solo una matta come me poteva decidere all'improvviso stamattina di preparare i cannoli siciliani in casa...(con tutto quello che ho da fare, lezione di tango, pratica, accompagnare Gilda in stazione...), però questo mio aspetto mi piace e soprattutto non so resisterMi... ;)

Così ho preparato l'impasto seguendo la ricetta qui sotto, l'ho messo a riposare coperto, nel frattempo ho accompagnato la figlia al treno, restando circa 30 minuti ferma in fila al semaforo della stazione che lasciava passare circa 2 automobili per ogni "verde" (causa lavori ai binari del tram), sono andata a ritirare l'altra auto all'autolavaggio, ho fatto passeggiare Morgana e ora eccomi qui, sul divano,  con le dita ustionate per recuperare in fretta le 'anime' d'acciaio (visto che ne ho solo 3, come primo esperimento non ritenevo opportuno comprarne di più, ma adesso tremate negozi di casalinghi!).
Con le dosi sotto riportate ho ottenuto circa 25 cannoli, che sono sicura non arriveranno a domani sera....


GUSCIO

250 g di farina
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di strutto
1 cucchiaino di polvere di caffè
1 cucchiaino di cacao amaro 
1 albume
½ cucchiaino di aceto
3 cucchiai di vino rosso (marsala).

Impastare velocemente aggiungendo l'aceto solo dopo aver amalgamato tutto il resto.
NOTE: ho aggiunto un pizzico di sale; il Marsala indicato è poco, ne ho aggiunto finché non è stato possibile impastare, pur lasciando il composto piuttosto duro; mi sembra che lo zucchero sia poco, fate in modo che il cucchiaio sia ben colmo ma non eccedete; ho abbondato con il cacao (circa 3 cucchiaini, ma fate altre prove eventualmente).

Ho steso la pasta allo spessore 3 della macchinetta per la pasta, man mano che ritagliavo i cerchi li posizionavo su fogli di carta-forno che poi ho ritagliato con le forbici. In questo modo non ho dovuto imburrare le 'anime' di metallo perché ho arrotolato la pasta con annesso il suo quadrato di carta forno. Ho incollato i bordi dei cilindri con una goccia di Marsala.




Adesso le 'anime' riposano in un contenitore in attesa di essere riempite, man mano che servono (mi raccomando, non prima!).

Siamo a buon punto sulla via del Cannolo...adesso bisogna riempire i gusci, a richiesta, con questa

CREMA DI RICOTTA
500 g di ricotta
75 g di cedro candito
150 g di zucchero
50 g di cioccolata a scaglie
50 g di mandorle tostate con buccia
arancia candita
polvere di pistacchio

Le mandorle vengono tostate in padella calda fino a che scoppiettano e fatte raffreddare.
Cedro e zucchero a piccoli pezzi vengono tritati nel mixer. (Io di cedro ne metto pochissimo)
Lavorare la ricotta + canditi + cioccolato a scaglie senza la parte polverosa (per fare ciò si deve setacciare il cioccolato a scaglie), mescolare poco a bassa velocità e far riposare.
Aiutandosi con un sac-à-poche si riempiono i gusci dai due lati. 

Si completano le estremità del cannolo con le mandorle tostate e tritate, o con un filetto di scorza d'arancia candita, o con la polvere di pistacchio...o anche con niente...sono già meravigliosi così...


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venerdì 22 marzo 2013

SFINCI DI SAN GIUSEPPE


Buon Onomastico
a chi so io





Sfinci dolci, da preparare il 19 marzo, ripiene di ricotta con scaglie di cioccolato e arancia candita, praticamente il ripieno classico che si usa sia per la cassata che per i cannoli.

Mi diverte friggerle. perchè in padella il cucchiaino di impasto prende vita, gonfia, gonfia, a volte addirittura fa dei saltelli improvvisi aprendosi e arrotondandosi come un fiore che sboccia improvvisamente o un pop-corn gigante. Mi sembra sempre così gioiosa questa trasformazione, che da una materia cremosa, vellutata, liscia, color paglierino, in pochi minuti crea globi soffici, leggeri, bruniti, quasi barocchi nella forma, dove la crosticina esterna contrasta con la morbidezza della cavità che accoglierà le creme profumate!

Dopo aver fatto cadere nell'olio un cucchiaino colmo di impasto, quando la parte inferiore della sfince si sarà appena appena colorita, datele una spintarella per girarla e con il taglio di una forchetta, con alcuni colpetti decisi, rompete leggermente la crosticina appena formatasi: attraverso le piccole crepe che avrete creato, l'interno troverà la via per gonfiare ancora, e la "sfinge" raddoppierà quasi di volume, assottigliando nel contempo lo spessore stesso del bignè finito. Procedete così, a colpetti decisi (ma attente alle ustioni!) finché non saranno ben dorate, un color nocciola chiaro, per intenderci.




Ho due ricette per questa preparazione, la prima prevede l'uso di strutto, e il risultato é più sostenuto e croccante.
La seconda ricetta invece, con cui si ottengono sfinci più morbide, mi ha incuriosita perché di netta tradizione siciliana...mi fido dei segreti di suocere e donne di Sicilia...

Provatele tutte e due, e poi scegliete quella del cuore...

SFINCI 1

250 gr di farina 00
250 gr di acqua
50 gr di strutto
5 gr di sale
1 pizzico di bicarbonato
5 uova
olio di arachide per friggere

Nel boccale del Bimby acqua, strutto e sale, 5', 100° vel.2.
Mettere farina e bicarbonato e lavorare a vel. 5 per 1'.
Fermare il Bimby, chiudere con il bicchierino e lasciare "cuocere" l'impasto per 10', lavorandolo a vel.4 almeno 4 volte nel corso dei 10'.
Far raffreddare. Aggiungere un uovo alla volta aspettando che il primo sia ben incorporato prima di aggiungere il successivo.
A questo punto prelevare un cucchiaino colmo di impasto e farlo scivolare nell'olio caldo, procedendo come spiegato sopra.

Senza Bimby:

In una pentola portare a ebollizione l'acqua con lo strutto e il sale; quando bolle, versare in un colpo solo la farina miscelata con il sale e il bicarbonato e mescolare finché il composto non si stacca dalle pareti della pentola. Far raffreddare bene. A questo punto il mio consiglio é di posizionare l'impasto in un normale frullatore insieme a un uovo, accendere il frullatore e versare le restanti uova uno alla volta facendolo bene incorporare prima di aggiungere il successivo. E' molto più rapido e meno faticoso, e garantisce un risultato migliore che lavorarlo a mano!

SFINCI 2

250 gr di acqua
250 gr di latte
100 gr di burro
300 gr di farina 00
6 uova
1/2 cucchiaino scarso di sale
1/2 cucchiaino scarso di bicarbonato
8 gr di lievito in polvere per dolci
olio per friggere q.b.

Procedere come nella ricetta precedente, con o senza Bimby  (acqua, latte, burro e sale, portare a ebollizione, poi farina, bicarbonato e lievito, dopo il raffreddamento aggiungere le uova una alla volta).

Per il ripieno:

circa 1 Kg di ricotta di pecora
circa 350 gr di zucchero Zefiro o di zucchero lavorato in un frullatore per affinarlo (la quantità dipende dai gusti, quindi procedete assaggiando, verso la fine)
2 cucchiaini di vanillina home-made (qui)
100 gr di cioccolato fondente al 70% sminuzzato al coltello
scorze di arancia candite a dadini q.b.
granella o crema di pistacchio
ciliegie candite

Lavorare la ricotta passandola attraverso uno schiacciapatate insieme allo zucchero e alla vanillina home-made più di una volta, finché diventa cremosa. Non la faccio scolare prima, perché mi piace la sua morbidezza un po'...lenta.
Mescolare brevemente il cioccolato tritato e le scorzette.
Riempire le sfinci aiutandosi con un cucchiaino, cospargere di granella di pistacchi (io ho usato la crema) e completare ogni sfince con una ciliegina candita.






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giovedì 7 marzo 2013

I CALZONI FRITTI della rosticceria siciliana


 Senza uguali!
💗

Non ho saputo resistere all'idea di mangiare la tipica pasta brioche delle rosticcerie siciliane, che per me non ha uguali al mondo! L'ispirazione viene da questo sito, io ho apportato una piccola modifica alla ricetta dimezzando la dose di lievito e preparando prima un lievitino. Così non si rischia il retrogusto di lievito nella pasta, e secondo me ne guadagna anche la leggerezza del fritto.
Ecco ingredienti e procedimento:

per il lievitino:

100 gr di farina 00
100 gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di zucchero
12 gr (mezzo cubetto) di lievito di birra fresco

nel boccale del Bimby il lievito, l'acqua e lo zucchero, vel. 2 per pochi secondi, finché il lievito si scioglie. Aggiungo la farina e amalgamo a vel. 3. Copro e lascio raddoppiare (circa 1 ora).

per l'impasto finale:

Aggiungo al lievitino...lievitato, direttamente nel boccale

400 gr di Manitoba
150 gr di acqua tiepida
50 gr di strutto
50 gr di zucchero
10 gr di sale

5' a vel. Spiga

Copro e lascio di nuovo raddoppiare, circa un'ora (dipende dalla temperatura ambiente).

Rovescio poi sul tavolo e impasto a mano per un paio di minuti (questa è la parte divertente), facendo alcune pieghe (prima a portafoglio, e poi appiattendo la pasta a cerchio, prendendo fra le dita il bordo e portandolo verso il centro del cerchio, fino a completare la circonferenza, ottenendo così una palla).
A questo punto ho porzionato in pezzi da 100 gr (ne ho ottenuti 8, e uno da 50 gr) per calzoni grandi, volendo si possono fare tutte pallotte da 50 gr per i mignon.
I pezzi vanno allargati con le mani portando poi i bordi verso il centro fino a ottenere delle sfere.
Le pallotte vanno poi spolverate di farina e coperte con pellicola fino al raddoppio.




Intanto ho tagliato a cubetti del formaggio tipo caciotta, e alcune fettine di prosciutto.
Ho allargato ogni paletta con le mani fino a ottenere un cerchio che ho farcito con formaggio e prosciutto, e ho richiuso inumidendo con acqua i bordi per sigillare meglio.
Ho lasciato a lievitare ancora finchè non li ho visti ben gonfi, e poi fritto in olio di arachide.
Sono davvero squisiti, morbidissimi, proprio come gli originali che ricordo!
Consiglio le pezzature da 50 gr, che garantiscono migliore cottura e sono comunque non proprio dei mignon...anzi!
Per il ripieno, oggi avevo disponibile la caciottina dolce e il prosciutto crudo, ma la prossima volta metterò mortadella o prosciutto cotto con mozzarella, o ricotta e salsiccia...
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martedì 10 aprile 2012

CASSATA SICILIANA AL FORNO

La amo svisceratamente, insieme a quella classica, meraviglia degli occhi e della bocca!

Questa è rapidissima, buona da morire, resiste parecchi giorni in frigo e si mangia a pranzo, a cena, a colazione, con il the, in piena notte...e non è nemmeno tanto calorica (confrontata ad altri dolci, è ovvio...)!

La frolla l'ho fatta con lo strutto al posto del burro, e in effetti è più friabile e leggera al gusto, provare per credere (oppure fare la solita)

L'involucro
400 g di farina
200 g di strutto
200 g di zucchero (lo Zefiro è meglio, oppure passare lo zucchero al Bimby per circa 1 minuto)
4 tuorli
poca poca scorza di limone grattata (ne ho usate 2 strisce, tagliate con il pelapatate e tritate fini)
1 pizzico di sale

Impastare velocemente il tutto e mettere in frigo almeno mezz'ora, meglio una notte.

Il ripieno
ca 1 kg di ricotta di pecora (una parte se ne andrà con gli "assaggi", e a ogni passaggio di figli o compagni...)
zucchero Zefiro qb (200 g circa, ma é individuale)
zucchero vanigliato home made (qui) circa 1/2 cucchiaio
80/90 g di cioccolato fondente al 70%
scorze candite di arancia qb

Ho scritto qb perché il mio consiglio è quello di assaggiare!assaggiare!!assaggiare!!! man mano che lavorate la ricotta con una forchetta o con una paletta semirigida incorporando lo zucchero (e lo zucchero vanigliato).
Ricordate di NON frullare mai la ricotta perché diventerebbe semi-liquida perdendo consistenza. Va semplicemente incorporato lo zucchero poco a poco, fino a raggiungere il sapore che gradite.
Fatto questo, spezzettare (sempre senza frullatore!) il cioccolato (l'ho messo tra due fogli di carta-forno e preso a martellate...) e tagliuzzare le scorzette in cubetti; aggiungere il tutto alla ricotta mescolando poco e delicatamente, altrimenti il cioccolato annerisce la ricotta.

Stendere la pasta in una teglia rotonda facendola sbordare, riempire con la ricotta, chiudere con un altro disco e spennellare con tuorlo misto a pochissimo latte (meglio usarlo anche per incollare il secondo disco sui bordi del primo).
Magari fare qualche decoro al centro (foglie, palline, roselline).

Infornare a 180° fino a doratura omogenea (circa 45' nel mio forno).

Mettere in frigo (ci resterà poco...troppo poco...ma, se resistete, dovrebbe riposare circa 24 ore prima di essere gustata).



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pipdig