martedì 15 novembre 2011

LA PASTA 'NCACIATA DI CASA MIA



I miei parenti provenivano da luoghi diversi della Sicilia, mio padre da Catania, mia madre da Siracusa, le sorelle di mio nonno materno, con le quali sono cresciuta, da San Cataldo, in provincia di Caltanissetta.
Tanti tanti anni dopo la scomparsa di queste zie, una delle quali, quella che mi preparava questa pasta, amavo in modo particolare per la sua ala materna condita da un dolcissimo senso dell'umorismo, mia figlia ha rischiato due volte la vita, ed è stata salvata, posso ben dire miracolata, da un neurochirurgo che è nato, più di 60 anni fa, proprio a San Cataldo... i percorsi assurdi della vita hanno portato lui e il paesino di San Cataldo a entrare così, nuovamente, nel mio cuore.
Amo questo piatto, mi ricorda l'infanzia, e anche se non somiglia affatto alla "pasta 'ncasciata" o "'ncaciata" che di solito si trova sui libri di cucina siciliana, questo è il nome che ho imparato e voglio conservare.
La Sicilia è un mondo, le preparazioni si differenziano da città a città, da paese a paese, e di un piatto esistono tante versioni quante località e variare molto da una zona all'altra.

Così la preparo io, e così piace ai miei, che sono sempre contentissimi di mangiarla...

per 4 persone

1/2 kg di maglie siciliane (o penne, o fusilli, o mezze maniche)
1 grosso cavolfiore viola (che però a Roma non si trova, quindi uso quello verde a punta che non è la stessa cosa... ma tant'è...)
1 spicchio di aglio
3 acciughe sotto sale
2 manciate di pinoli
2 manciate di uvetta
1/2 bicchiere di vino rosso
abbondanti pecorino e parmigiano grattugiati
pepe nero

Cuocio il cavolfiore a vapore, conservandone l'acqua. 
Metto a bagno l'uvetta nel vino.
In una larga padella faccio dorare nell'olio lo spicchio d'aglio schiacciato, poi aggiungo le acciughe sciacquate e diliscate, le faccio disfare, quindi il cavolfiore, mescolando a fuoco alto per farlo quasi abbrustolire. All'inizio della rosolatura verso nella padella il vino rosso in cui avevo ammollato l'uvetta. 
Quando il cavolfiore si è scurito ed è quasi spappolato, aggiungo i pinoli e l'uvetta strizzata e continuo a rimestare a fuoco sempre vivace finché anche i pinoli sono dorati e il cavolfiore è asciutto e ben brunito.
A questo punto cuocio la pasta nell'acqua del cavolfiore (ovviamente allungata e salata), al dente, la scolo e la verso nella padellona facendola saltare a lungo, finchè non è rivestita ben bene dal condimento. Man mano spolvero di pecorino (che si legherà alla verdura avvolgendo la pasta), e di parmigiano. La pasta deve avere un aspetto abbrustolito ma non secco, morbido ma assolutamente NON pallido e umidiccio.
Pepe nero abbondante, e... spero piaccia anche a tutti voi quanto piace a noi!

Certo è un piatto dal sapore forte, (per mio marito aggiungo anche il peperoncino insieme all'aglio all'inizio,  ma non per le figlie), ma è anche stuzzicante e sa di infanzia e di terra natìa, per me.
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lunedì 14 novembre 2011

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Ricette di cucina
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domenica 13 novembre 2011

SPAGHETTI AL TONNETTO FRESCO





E' stata la cena di stasera. Avevo comprato un bellissimo tonnetto fresco, sodo e profumato e lucido al mercato, ne abbiamo mangiato una parte a pranzo come secondo piatto, con cipolline in agrodolce di contorno, il resto, dopo averlo spinato, l'ho usato per la pasta.


1 tonnetto fresco (il mio era di circa 1 Kg)
una ventina di pomodorini datterini
1 scalogno
misto di aglio, prezzemolo e peperoncino
basilico
semi di finocchio
vino bianco
olio extravergine
sale
pepe nero macinato
bacche intere di pepe rosa
spaghetti 

Il tonno
Sistemare il tonnetto in un pirex rettangolare dopo averlo eviscerato e lavato, versare nel recipiente un paio di bicchieri di vino bianco e un cucchiaio di semi di finocchio.
Coprire con pellicola e mettere in frigo a marinare per qualche ora (o la notte intera).
Accendere il forno a 200° e introdurre nel forno il pyrex con il pesce e la marinata per una mezz'ora circa, girando il tonnetto a metà cottura. Salare poco prima che sia cotto. Irrorare con olio.
Togliere dal forno e mentre è ancora caldo spinarlo e farne dei filetti (è facile).

Con quello che resta:

La pasta
Nel wok far rosolare lo scalogno e il misto di aglio, prezzemolo e peperoncino. Aggiungere i pomodorini e il basilico e far saltare pochi minuti, salando. A questo punto aggiungere la polpa di tonnetto a pezzetti, far insaporire, versare poco vino bianco e farlo evaporare a fuoco vivace. 

Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e ancora umidi buttarli nel wok. A fuoco sempre molto vivo saltare la pasta, facendola colorare bene con l'intingolo, e completare intanto che è sul fuoco con pepe nero, un giro di olio buono e le bacche rosa intere, e altro prezzemolo tritato.



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TORTA PER DAM (all'olio e yogurt)

Non è un esercizio da scuola di dizione


è il nome che dò alla torta di mele (ebbene sì, ancora!) che piace a Damiano, il ragazzo di Gilda. Sì, anch'io sono ormai una suocera, o quasi, chi l'avrebbe mai detto?

Eccola:

TORTA DI MELE ALL'OLIO E YOGURT


5 mele golden
scorza e succo di 1/2 limone
2 uova
200 g. di zucchero (o anche meno, io ne metto meno di solito)
100 ml. di olio extravergine di oliva delicato
200 ml di yoghurt
100 ml di latte
300 g. di farina
1/2 bustina di lievito vaniglinato
un pizzico di sale
burro e farina per lo stampo
zucchero al velo e granella di zucchero per completare

Sbucciare le mele, tagliarle a fettine, irrorarle con il succo del limone (prima di spremerlo però grattugiarne la buccia).
Sbattere le uova con lo zucchero almeno 3 minuti, poi aggiungere la scorza di limone grattugiata e l’olio, lo yoghurt, il latte. 
A questo punto incorporare le mele a fettine con il loro sughetto, quindi la farina setacciandola insieme al lievito e al pizzico di sale. Mescolare bene (attente ai grumi!).
Imburrare e infarinare lo stampo (26 cm), versare l’impasto e cuocere in forno preriscaldato a 170° per 45′.

Lasciar freddare la torta su una griglia, cospargerla di zucchero al velo e di granella di zucchero.


PICCOLE MODIFICHE MIGLIORATIVE:
- meglio usare 3 mele Golden e 1 pera Williams (si ottiene una cremosità magnifica!)
- aggiungere all'impasto estratto di vaniglia, un pizzico di cannella, e buccia d'arancia, oltre alla scorza di limone grattugiata.
- versare nella teglia prima l'impasto e subito dopo la frutta a fettine sottili e precedentemente macerata nel succo di 1 limone, insieme al succo prodotto.
- dopo aver premuto bene le fettine di frutta dentro l'impasto, cospargere il tutto con zucchero di canna, per la crosticina 




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VANILLINA HOME MADE





Tempo fa trovai questo suggerimento  (mi pare su Coquinaria) per preparare in casa con ingredienti naturali quella che io considero una sorta di vanillina, casalinga quindi non chimica, cioè non dannosa per la salute.

 Non si tratta del semplice zucchero alla vaniglia (di cui ho sempre una scorta nella credenza) e che si prepara mettendo semplicemente alcune bacche dentro il barattolo dello zucchero (lo Zefiro).

Per la VANILLINA HOME MADE si procede così:

Si prendono

1 stecca di vaniglia 
200 g. di zucchero

si sistema (anche piegata)  la stecca di vaniglia in un barattolo e si aggiunge lo zucchero. Si chiude bene.
Si lascia così circa 1 settimana, ma agitando spesso il barattolo, in modo che l'aroma della vaniglia impregni bene i granelli di zucchero.
Trascorso questo tempo si mette tutto nel Bimby (stecca compresa, cioè!) e si polverizza  20 secondi vel. 10.

Trasferire tutto nuovamente nel barattolo, e utilizzarne 1 cucchiaino in sostituzione di una bustina di vanillina.



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pipdig